Libri e pubblicazioni
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CANNABIS MEDICA (Fabio Bernabei)
In Italia si è aperta da anni la Campagna per il riconoscimento di presunte proprietà terapeutiche della cannabis ed alcune Regioni hanno gia’ emanato specifiche direttive al riguardo, come la Puglia, o stanno per farlo con disegni di legge innovativi in Europa, come la Toscana e l’Emilia Romagna.
In Italia più di una sentenza di Tribunale impone alle Asl la fornitura gratuita a chi ne fa richiesta. In sedici Stati americani, oltre al Canada e ai Paesi Bassi, costose campagne referendarie ed accorte strategie mediatiche e giudiziarie hanno permesso la vendita della marijuana/cannabis a chi, bambini compresi, la richiede per il proprio benessere.
La verita’ e’ che la marijuana, o cannabis, non e’ mai stata riconosciuta dalla scienza medica come farmaco in nessuna parte del mondo !
Negli Stati Uniti l’ente per il riconoscimento dei farmaci, la Food and Drugs Administration (FDA) ricorda che «nessun studio scientifico serio» supporta l’uso medico della cannabis, e che «fumare marijuana non produce alcun beneficio medico accettato o provato» che fumarla «e’ dannosa alla salute» e che quindi «non è ammessa come trattamento medico».
Il verdetto della FDA è condiviso dalla European Medicines Agency (EMA) l’Agenzia responsabile per la valutazione scientifica dei farmaci in Europa.
Anche l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) non ne ha mai autorizzato la produzione o l’immissione in commercio della cannabis.
Questi enti autorizzano un medicinale sulla attenta valutazione degli effetti desiderati o “prestazioni” contro i suoi effetti indesiderati o “rischi” per la sicurezza del paziente, secondo il noto principio primum non nocere.
Nessun medicinale può essere immesso in commercio sul territorio nazionale senza aver ottenuto un’autorizzazione dell’AIFA o un’autorizzazione comunitaria a norma del regolamento (CE) n. 726/2004.
La legalizzazione della marijuana sotto forma di medicina in realta’ poco o nulla ha a che fare con la scienza medica, molto o tutto con una lobby politico-ideologica che a partire dagli anni ’50 con la Beat Generation, ha fatto del fumo delle foglie di cannabis/marijuana la propria bandiera.
Dobbiamo informarci e mobilitarci perche’ la questione non riguarda solo gli specialisti ma tutti noi.
Un serio impegno nell’azione di prevenzione infatti non può essere circoscritto a medici, forze dell’ordine ed educatori ma deve investire la coscienza di tutti perché l’uso di droga rappresenta una delle maggiori minacce alla dignità dell’uomo e alla convivenza civile, come ben descritto da Papa Benedetto XVI che ha recentemente definito la droga un «potere che come una bestia vorace mette le grinfie sul mondo intero e lo distrugge».
Fabio Bernabei
CANNABIS MEDICA
100 risposte sull’uso terapeutico della marijuana
SUGARCO Edizioni, 2012
pp.144 – Euro 15,00
ISBN 978-88-7198-626-5
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CRISTIANOFOBIA (Fabio Bernabei)
La persecuzione dei cattolici, anche nelle democrazie evolute, in cui il concetto di neutralità religiosa applicato allo Stato sta diventando un pronunciamento filosofico antireligioso, impone una seria riflessione.
Limiti e divieti, infatti, per l´educazione religiosa dei figli, per l´esposizione del Crocifisso, per la predicazione del Vangelo vengono imposti con sempre maggiore frequenza.
Il Centro Culturale Lepanto ha organizzato a Roma, il 20 settembre 2010. il convegno internazionale “Quale libertà di apostolato per i cattolici oggi?”, nel quale alcuni dei maggiori esperti hanno approfondito il tema: l´avvocato James Bogle, presidente del Catholic Union of Great Britain (UK), il giornalista e professore Ulf Silfverling (Svezia), Sophia Kuby, direttore dell’ European Dignity Watch (Belgio), il presidente della Laogai Foundation, Toni Brandi e l´avvocato bioeticista Gianfranco Amato.
Dai loro contributi nasce quest’antologia curata e introdotta da Fabio Bernabei.
Fabio Bernabei(a cura)
CRISTIANOFOBIA
Atti del convegno “Quale libertà di apostolato per i cattolici oggi?”
del Centro Culturale Lepanto,
Solfanelli Editore, Chieti 2010, € 10,00
ISBN-978-88-7497-724-6
LO RICHIEDA QUI
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L’OPPOSIZIONE AL MOTU PROPRIO SUMMORUM PONTIFICUM (Alberto Carosa)
Il Motu Proprio Summorum Pontificum ha liberalizzato la liturgia latina antecedente al Concilio Vaticano II solo nel 2007, ma in questi pochi anni ha già cominciato a trasformare la vita della Chiesa, proprio secondo gli intendimenti del suo promulgatore, il romano Pontefice, Benedetto XVI.
Il motivo è presto detto: contrariamente a quanto si potrebbe comunemente pensare, si tratta di una liturgia “straordinaria” che esercita una particolare attrattiva proprio sui giovani sacerdoti, che sono il futuro della Chiesa.
Infatti, come si evince da queste pagine, l’opposizione al Motu Proprio non viene dal giovane clero, ma da quegli esponenti avanti con gli anni e già con una certa esperienza di ministero. Ciò che forse più colpisce e addolora il cattolico è la virulenza di certe argomentazioni critiche, anche e specialmente contro la figura del Papa, una sorta di “fuoco amico” che sembra quasi ricordare i toni più accesi di certe recenti campagne mediatiche anti-cattoliche, apparentemente motivate dalle tristi vicende dei preti pedofili.
Apparentemente, perché a questo punto potrebbe sorgere il sospetto che si voglia colpire il Papa anche per il motu proprio e le sue implicazioni.
Se così fosse, la conclusione non può che essere una sola: buon segno, perché vuol dire che la direzione è quella giusta.
Alberto Carosa
L’OPPOSIZIONE AL MOTU PROPRIO SUMMORUM PONTIFICUM
Fede&Cultura, Verona 2010, € 6,00
ISBN: 978-88-6409-064-1
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SAN FRANCESCO ANTIMODERNO (Guido Vignelli)
Chi fu san Francesco d’Assisi? Fu davvero quel bislacco personaggio pacifista, filoislamico, “animalista”, rivoluzionario e anarcoide, propagandato da molti suoi biografi e diffuso fra le masse da libri, giornali, romanzi, fumetti, musical, commedie, film e telefilm?
O piuttosto questa è una grossolana e interessata falsificazione che ha prevalso solo perché non è stata adeguatamente contrastata?
Restituendo la parola al santo stesso, ai suoi primi biografi e alle fonti originarie, e appoggiandosi su alcuni probati auctores,l’autore qui confuta questa falsa immagine restituendoci la vera identità del Serafico: il quale fu un riformatore austero, intransigente, combattivo, nobile e generoso, insomma un santo tipicamente medioevale e provocatoriamente “antimoderno”.
Proprio per questo, egli risulta di sconcertante e affascinante attualità e in particolare costituisce un modello, un monito e un incoraggiamento per gl’Italiani in crisi del nostro tempo, affinché ricuperino la loro missione religiosa e civile guarendo da vizi antichi e riscattandosi da colpe recenti.
Guido Vignelli
SAN FRANCESCO ANTIMODERNO
Difesa del Serafico dalle falsificazioni
Fede&Cultura, Verona 2009, € 7,00
ISBN: 978-88-6409-028-3
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DIFENDIAMO IL PAPA (Fabio Bernabei)
Il documento esamina anche con un largo apparato iconografico gli sforzi dell’“utopismo anarchico” contro S.S. Benedetto XVI.
La Tradizione cattolica ci insegna infatti che il peccato nasce dal rifiuto di sottomettersi all’autorità: “Non serviam – Non Ti servirò” fu il grido con cui Lucifero si ribellò al suo Creatore; “Eritis sicut Deus – Sarete alla pari di Dio” fu la tentazione del serpente cui infelicemente cedettero i nostri progenitori Adamo ed Eva.
Oggi assistiamo ad un dichiarato attacco a quella che ‘e stata sprezzantemente definita una “monarchia assoluta, questo è il papato, residuo medioevale di una teocrazia radicale e fondamentalista”.
Il quotidiano comunista “il manifesto” afferma in prima pagina “E diciamo la parola indicibile: c’è bisogno finalmente di democrazia nella Chiesa cattolica (…) Non più al centro la gerarchia ma il ’Popolo di Dio’” e prospetta un Cristianesimo che è “coordinamento di piccole comunità ed esperienze eretiche, è genericamente ribelle verso tutte le forme di alienazione e in particolare nei confronti del dominio del sacro”.
Ma se dunque il quotidiano comunista “il manifesto” riprende entusiasta l’articolo del “The Guardian” che parla di una guerra fra il Vaticano ed il resto del mondo1, SS. Papa Benedetto XVI non si lascia intimidire e continua ad ammonire la Cristianità contro i pericoli dell’”utopismo anarchico”, mentre S. Em. Tarcisio cardinal Bertone, Segretario di Stato vaticano, in una lectio magistralis presso l’università polacca di Breslavia, ci ricorda che la Chiesa non è una federazione né una democrazia e che non vi esiste “autorità se non in comunione con il Romano Pontefice, che conserva integralmente il suo potere primaziale su tutti, pastori e fedeli”.
Fabio Bernabei
DIFENDIAMO IL PAPA
Centro Culturale Lepanto, Roma 2010, libera offerta.
