<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Centro Culturale Lepanto</title>
	<atom:link href="http://www.lepanto.org/wsite/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lepanto.org/wsite</link>
	<description>Associazione cattolica in difesa dei principi e istituzioni cristiane</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Feb 2012 13:11:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>La Radice delle discriminazioni anti Cristiane in Occidente</title>
		<link>http://www.lepanto.org/wsite/2012/02/16/la-radice-delle-discriminazioni-anti-cristiane-in-occidente/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-radice-delle-discriminazioni-anti-cristiane-in-occidente</link>
		<comments>http://www.lepanto.org/wsite/2012/02/16/la-radice-delle-discriminazioni-anti-cristiane-in-occidente/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 10:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lepanto.org/wsite/?p=561</guid>
		<description><![CDATA[Relazione del Presidente Fabio Bernabei al Convegno del Centro Culturale Lepanto su &#8220;I &#8220;nuovi Diritti&#8221; e la Discriminazione anti-Cristiana in Italia e negli USA&#8221;, Roma, 13.2.2012. L’oggetto di questo incontro consiste nell’analisi di un problema che ci tocca da vicino, ossia il verificarsi di una serie di atti contro il Cristianesimo ed in particolare contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Relazione del Presidente Fabio Bernabei al Convegno del Centro Culturale Lepanto su &#8220;I &#8220;nuovi Diritti&#8221; e la Discriminazione anti-Cristiana in Italia e negli USA&#8221;, Roma, 13.2.2012.</strong></em><em></em></p>
<div id="attachment_569" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.lepanto.org/wsite/wp-content/uploads/2012/02/Cristiani_discriminati_convegno_Lepanto.jpg"><img src="http://www.lepanto.org/wsite/wp-content/uploads/2012/02/Cristiani_discriminati_convegno_Lepanto-300x164.jpg" alt="" title="Cristiani_discriminati_convegno_Lepanto" width="300" height="164" class="size-medium wp-image-569" /></a><p class="wp-caption-text">Don Sergio Mercanzin, direttore e fondatore del Centro Russia Ecumenica, mentre saluta i partecipanti al Convegno del Centro Culturale Lepanto su I &quot;nuovi diritti&quot; e la disciminazione anti-cristina in Italia e negli USA. Roma, 13 febbraio 2012</p></div>
<p>L’oggetto di questo incontro consiste nell’analisi di un problema che ci tocca da vicino, ossia il verificarsi di una serie di atti contro il Cristianesimo ed in particolare contro la Chiesa Cattolica in Occidente, ossia in terra cristiana, quantomeno guardando alle sue radici.</p>
<p>Questi atti possono essere, come anche ci ha dettagliamente illustrato l&#8217;avvocato Tozzi, di carattere giudiziario, estendendo a tutta la Chiesa Cattolica la responsabilità per reati attribuiti a singoli uomini di Chiesa, qualche volta anche calunniosamente.</p>
<p>Questi atti possono essere politici, con l’azione di lobbies e di alcuni parlamentari, diretta ad ottenere la promulgazione di Leggi che ostacolino le attività dei Cattolici.</p>
<p>Questi atti possono essere mediatici, con il lancio di campagne sui giornali, sulle televisioni e nel vasto mondo della Rete informatica, campagne dirette a sostenere e a dare più slancio ai tipi di attacco sopra elencati.</p>
<p>In ultimo, ma non meno importanti, ci sono gli atti di violenza fisica contro Religiosi e Religiose o contro immagini sacre e contro Chiese e Santuari, aggressioni fisiche che sono spesso causate o incoraggiate dagli attacchi mediatici, politici e giudiziari sopra elencati.</p>
<p>Ricordiamo che poco tempo fa, durante una manifestazione di giovani indignati svoltasi qui a Roma, alcuni di essi sfondarono le porte di una Parrocchia, presero le statue di una Madonna e di un Crocefisso e le fecero in pezzi sulla pubblica via.</p>
<p>Poche settimane dopo un &#8220;folle&#8221; ha cercato di assassinare a colpi di pistola l&#8217;arcivescovo di Firenze, mons. Betori.</p>
<p>In Scozia, per fare un ultimo esempio, le statistiche di Pubblica Sicurezza diffuse lo scorso novembre hanno mostrato che su quasi 700 aggressioni fisiche motivate da odio religioso, il 95% di queste vede come vittime dei cristiani.</p>
<p>Il laico &#8220;Corriere della Sera&#8221; nell&#8217;edizione oggi in edicola pubblica un ampio servizio sulla Cristianofobia dal sottotitolo: &#8220;Le stragi ignorate. Chiese in fiamme, fedeli massacrati o costretti all&#8217;esilio: serve un allarme a livello globale&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.lepanto.org/wsite/wp-content/uploads/2012/02/Convegno_Lepanto_ADF_8-1.jpg"><img src="http://www.lepanto.org/wsite/wp-content/uploads/2012/02/Convegno_Lepanto_ADF_8-1-300x200.jpg" alt="" title="Convegno_Cristiani_discriminati_Lepanto_ADF" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-562" /></a></p>
<p>L&#8217;espressione “damnatio ad bestias” che i primi cristiani sperimentarono nella propria pelle (era l’atroce condanna ad essere divorati dalle bestie feroci a causa della appartenenza alla fede cristiana) oggi sembra essere diventata la parola d’ordine, anche nei Paesi Cristiani!</p>
<p>Ogni analisi necessita però delle opportune premesse.</p>
<p>Dal punto di vista della Teologia fondamentale cattolica, dobbiamo ricordare che a regnare sui Cieli e sulla Terra è la Santissima Trinità e, per Grazia di Dio, Maria Vergine.</p>
<p>Satana, il Nemico, non regna affatto ma è solo il Principe di questo Mondo ossia, nel significato etimologico del termine, il più onorato da questo mondo, ma è al guinzaglio della Divina Provvidenza e può agire nella Storia dell’Umanità solo se la Giustizia divina lo permette per punire i nostri peccati.</p>
<p>In questo senso, e solo in questo senso, peraltro ampiamente illustrato nella Sacra Scrittura, va intesa la recente affermazione di Sua Santità Papa Benedetto XVI a proposito del fatto che il solo nemico che la Chiesa deve temere è se stessa: il che vuol dire che ciascuno di noi Cattolici è colpevole, per i nostri peccati, della punizione che qui sulla Terra la Chiesa militante si trova a subire.</p>
<p>Ogni altra interpretazione ci porrebbe subito nella condizione dei falsi amici di Giobbe che saccentemente vogliono pronunciarsi sulle sue piaghe, le quali sono immagine dei mali che tormentano Santa (e sottolineo Santa) Romana Chiesa.</p>
<p>Se quindi il fondamento di ogni persecuzione contro il Corpo Mistico di Cristo è unico nel tempo e nello spazio, ciò non ci solleva dal dovere di analizzare ed agire contro ogni forma di ingiusta aggressione alla Chiesa, così come il medico cattolico, anche se è consapevole che la malattia e la morte sono conseguenze del Peccato Originale, sente come proprio dovere religioso studiare ed agire per la salute del suo prossimo.</p>
<p>Vogliamo perciò qui sottolineare i caratteri specifici degli atti contro il Cristianesimo che avvengono all’interno della Cristianità occidentale.</p>
<p>Le aggressioni ai Cristiani in Stati di radici buddiste, induiste, confuciane od islamiche sono infatti un problema di Ordine Pubblico internazionale, così come le eventuali aggressioni effettuate da immigrati in Stati di radice cristiana sono un problema di Ordine Pubblico nazionale.</p>
<p>Chiaramente la prevenzione e la vera soluzione del problema sarebbe solo un sommo sforzo di evangelizzazione.</p>
<p>Ma come spiegare che una parte, sia pur minoritaria, di appartenenti ad un popolo cristiano siano rumorosamente contro la Chiesa?</p>
<p>La Sacra Scrittura ci insegna che singoli atei sono sempre esistiti, stoltamente sicuri, in cuor loro, che “Dio non esiste”.</p>
<p>Costoro però erano drammaticamente consapevoli del proprio isolamento sociale anche se erano di alto rango, come ci è dimostrato dalle vicende dell’Imperatore Giuliano l’Apostata come descritte dal Kojève e dai lamentosi commenti messi su carta dall’aristocratico libertino La Mothe Le Vayer a proposito del fatto che fra Cinquecento e Seicento nella pubblica devozione “Il gentiluomo, l’Artigiano, il Principe, il Magistrato, il Contadino, sono a questo proposito la stessa cosa”.</p>
<p>Quale molla emotiva ha esteso ad un pubblico sia pure minoritario ma comunque più vario, sia per cultura che per estrazione sociale, un sentimento di ostilità verso la Religione, verso la Chiesa dei suoi padri?</p>
<p>La domanda contiene la risposta: il Cattolicesimo è, per l’Occidentale, la religione dei padri e, per tutti gli uomini, la religione del Padre.</p>
<p>Nostro Signore Gesù Cristo non esita a chiamare Dio “Padre nostro che sei nei Cieli”, e sulla Sua parola la Teologia definisce la Prima Persona della Santissima Trinità come Padre.</p>
<p>Lo stesso Cristo Signore Nostro ci ammonisce a non spendere invano il termine Padre, proprio per sottolinearne l’importanza, e senza alcuna contraddizione ma proprio seguendo questa ispirazione Santa Romana Chiesa attribuisce a questo termine, ed ai suoi sinonimi valore, di particolare onore: Pope, Reverendo Padre, Papa, Santo Padre, Abate.</p>
<p>Anche l’Antico Testamento prepara a questa visione paterna di Dio, che si dichiara al profeta Osea quale Padre di Israele.</p>
<p>Questa Religione del Padre ha informato di sé la stessa civiltà politica europea, in tal modo “l’esclusività dell’unico Dio paterno si ripeté manifestamente nel potere esclusivo dell’unico principe paterno nella comunità e di nuovo in quella dell’unico padre di famiglia nella famiglia” così da determinare una stretta continuità fra gli atteggiamenti con i quali attribuiscono l’autorità “i figli… al padre di famiglia, i cittadini al padre della Patria, e gli uomini al Padre di tutti gli uomini, e cioè a Dio” .</p>
<p>Insomma “il padre è l’immagine del gran Dio sovrano, padre universale di tutte le cose”.</p>
<p>Ma già alla fine del Cinquecento, mentre la setta anabattista contestava l’idea stessa di un Eterno Padre legislatore ed i Riformatori tutti l’autorità del Santo Padre, veniva contestata l’autorità paterna nella famiglia.</p>
<p>Assai eloquente un passo del celebre libro IL LEVIATANO, in cui il filosofo Thomas Hobbes traccia i lineamenti del nascente >Stato moderno</p>
<p>Anche se autori cattolici come il Bossuet obiettano che l’istituzione paterna rientra nel piano provvidenziale di Dio e che il primo uomo che osò sottrarsi all’autorità paterna fu, non a caso, un omicida, cioè Caino, arriva l’Illuminismo, che tramite la ghigliottina e le baionette giacobine uccide nel Re di Francia il Padre pubblico, incarcera con il Papa il Padre Ecclesiale e nega, esaltando la Dea Ragione, il Padre Eterno.</p>
<p>Alla prima metà del Diciannovesimo secolo il francese Tocqueville si compiace che in Nord America l’autorità paterna sia, se non scomparsa, modificata ma, nel caso questa autorità sussistesse ancora, si preoccupa che democrazia diventi la “dittatura della maggioranza”, ossia che il Popolo Sovrano faccia valere la sua volontà contro la minoranza liberal.</p>
<p>Ma se la paternità è l’immagine del Dio cattolico nella Chiesa, nello Stato e nella Famiglia, lo è anche nella nostra anima, ove la Ragione tiene il luogo del Padre.</p>
<p>E’ per questo che giustamente il controrivoluzionario francese Bonald scrive che “L’uomo è costituito come la famiglia, la famiglia come lo Stato, lo Stato come la religione” ed è per questo che falsamente Sigmund Freud detronizza il Padre interiore, cioè la Ragione, equiparandolo al Subconscio, e che Wilhelm Reich indica nella figura del padre il Male.</p>
<p>Ed è per questo che i filosofi della marxista Scuola di Francoforte (Horkheimer, Adorno, Fromm, Marcuse) affermano che il principio di autorità si incarna nella figura paterna e che la sottomissione al Padre è il carattere che meglio definisce il fascista potenziale”.</p>
<p>Religione e famiglia devono quindi essere esclusi dalla sfera pubblica e rinchiusi nella sfera del sentimento personale, mentre la sfera pubblica deve essere regolata sul metro dell’azienda, luogo della razionalità materialista.</p>
<p>Il pensiero politico moderno ha quindi come sua chiave la confutazione della concezione paternalistica dell’autorità, e perciò la contestazione pubblica del suo fondamento, la Religione cattolica, in quanto essa rappresenterebbe il “modello” di ogni forma di autoritarismo.</p>
<p>Come ha osservato un noto scrittore anglosassone non sospetto di integralismo cattolico, giacché si proclama protestante liberal, e cioè Peter Berger, lo schema nemici della Chiesa Cattolica e della figura del Padre contro difensori della Chiesa e della figura del Padre si sovrappone ciclicamente a proposito della lotta fra i fautori del libero aborto e fautori della vita, a proposito dell’omosessualismo contro i difensori della famiglia cristiana, a proposito della libertà di drogarsi contro la difesa della lucidità della nostra coscienza, etc.</p>
<p><a href="http://www.lepanto.org/wsite/wp-content/uploads/2012/02/Locandina_convegno_cristiani_discriminati1.jpg"><img src="http://www.lepanto.org/wsite/wp-content/uploads/2012/02/Locandina_convegno_cristiani_discriminati1-211x300.jpg" alt="" title="Locandina_convegno_cristiani_discriminati" width="211" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-571" /></a></p>
<p>Uno scontro che ha visto eventi in epoca contemporanea molto significativi.</p>
<p>E&#8217; il caso della Collina delle Croci che si trova a 10 km da Siauliai quarta città della Lituania. La collina è oggi coperta da più’ di centomila di croci ed immagini religiose.</p>
<p>“Bisognerebbe far venire qui l’Europa e tutto il mondo” confidava all’Arcivescovo di Vilnius il beato Giovanni Paolo II salendo a piedi sulla collina durante la sua visita del 1993.</p>
<p>Nata nella prima parte dell’800 come la Collina delle Croci era utilizzata come luogo per i lituani per pregare mettendo delle croci per i cari che avevano perso durante le guerre.</p>
<p>Il luogo di devozione prese un nuovo significato quando la Chiesa lituana fu colpita dalla repressione comunista.</p>
<p>Subito dopo l’invasione sovietica infatti un decreto indicò la Chiesa cattolica come «entità sociale pericolosa», impose prima la chiusura dei seminari, la proibizione della stampa cattolica, il divieto di insegnare la religione nelle scuole, e l’abolizione del concordato con la Santa Sede.</p>
<p>Cominciarono poi le deportazioni in massa; molti sacerdoti resistenti furono crocifissi.</p>
<p>Durante l’epoca sovietica le croci della collina furono completamente abbattute con le ruspe, per poi essere bruciate e seppellite. Ma dopo ogni demolizione, di cui  quattro principali tra il 1964 ed il 1984, la gente incurante della persecuzione tornava sempre qui e poco a poco le rimise tutte, più numerose della volta precedente.</p>
<p>Alcuni passavano con le croci per i campi, altri raggiungevano la collina per la strada percorrendo molti chilometri a piedi e quasi sempre di notte perché la milizia pattugliava la zona.</p>
<p>Il regime sovietico si e&#8217; dissolto, mentre sulla collina i cristiani in pellegrinaggio aumentano per numero ed intensita&#8217; di devozione.</p>
<p>Come non perdersi nell&#8217; orizzonte caotico e minaccioso che abbiamo di fronte?</p>
<p>Malgrado tutte le persecuzioni presenti e future noi sappiamo che il posto del fedele cristiano e&#8217; al seguito del Santo Padre, immagine sulla terra della Santissima Trinita&#8217; del Padre Eterno nella sua paternita&#8217;, di Cristo in quanto suo vicario e dello Spirito Santo nell&#8217;istituto dell&#8217;infallibilita&#8217; pontificia.</p>
<p>Un grande santo contemporaneo, San Giovanni Bosco, negli ultimi vent&#8217;anni della sua vita indirizzo&#8217; il suo amore alla Madonna con il titolo di Maria Ausiliatrice, titolo che vorrà invocato dai suoi come segno del suo attaccamento alla Chiesa romana e al Papa.</p>
<p>Diceva don Bosco a don Giovanni Cagliero: «i tempi divengono talmente difficili che noi abbiamo un vero bisogno che Maria ci aiuti a conservare e a difendere la fede cristiana».</p>
<p>Nelle odierne persecuzioni anticristiane che sembra si stiano scatenando senza piu&#8217; freni preghiamo anche noi Maria SS. che ci conservi sempre vicini e sempre piu&#8217; obbedienti al Santo Padre.</p>
<p>Grazie per la vostra cortese ed attenta partecipazione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lepanto.org/wsite/2012/02/16/la-radice-delle-discriminazioni-anti-cristiane-in-occidente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;orgoglio della Croce, orgoglio dell&#8217;Amore che tutto vince</title>
		<link>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/11/lorgoglio-della-croce-orgoglio-dellamore-che-tutto-vince/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lorgoglio-della-croce-orgoglio-dellamore-che-tutto-vince</link>
		<comments>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/11/lorgoglio-della-croce-orgoglio-dellamore-che-tutto-vince/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 09:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lepanto.org/wsite/?p=512</guid>
		<description><![CDATA[La Collina delle Croci si trova nel villaggio di Jurgaiciai, a 10 km da Siauliai quarta città della Lituania. La collina è coperto da più&#8217; di centomila di croci ed immagini religiose costruite con materiali più svariati: legno, ferro, pietra, molte delle quali capolavori di arte popolare. &#8220;Bisognerebbe far venire qui l&#8217;Europa e tutto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lepanto.org/wsite/wp-content/uploads/2011/11/Collina-delle-Croci_lepanto2.jpg"><img src="http://www.lepanto.org/wsite/wp-content/uploads/2011/11/Collina-delle-Croci_lepanto2-300x200.jpg" alt="" title="Collina delle Croci_lepanto2" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-514" /></a>La Collina delle Croci si trova nel villaggio di Jurgaiciai, a 10 km da Siauliai quarta città della Lituania.  La collina è coperto da più&#8217; di centomila di croci ed immagini religiose costruite con materiali più svariati: legno, ferro, pietra,  molte delle quali capolavori di arte popolare.</p>
<p>&#8220;Bisognerebbe far venire qui l&#8217;Europa e tutto il mondo&#8221; confidava all&#8217;Arcivescovo di Vilnius il beato Giovanni Paolo II salendo a piedi sulla collina durante la sua visita il 7 settembre 1993.</p>
<p>Nata nella prima parte dell&#8217;800 come la Collina delle Croci era utilizzata come luogo per i lituani per pregare per la pace, per il loro paese, mettendo delle croci per i cari che avevano perso durante le guerre di Indipendenza.</p>
<p>Il luogo di devozione prese un nuovo significato quando la Chiesa lituana fu duramente colpita dalla repressione comunista.  Subito dopo l&#8217;invasione sovietica infatti un decreto indicò la Chiesa cattolica come «entità sociale pericolosa», impose prima la chiusura dei seminari, la proibizione della stampa cattolica, il divieto di insegnare la religione nelle scuole, e l&#8217;abolizione del concordato con la Santa Sede.<br />
Cominciarono le deportazioni in massa; molti sacerdoti resistenti furono crocifissi. La resistenza continuò anche dopo la seconda guerra mondiale: si combatté ancora a metà degli anni Cinquanta, mentre svariate decine di migliaia di lituani venivano rinchiusi nei gulag. </p>
<p>Durante l&#8217;epoca sovietica le croci della collina furono completamente abbattute con le ruspe, per poi essere bruciate e seppellite. Ma dopo ogni demolizione, di cui le quattro principali tra il 1964 ed il 1984, divenivano sempre più numerose.<br />
La gente tornava sempre qui e poco a poco le rimise tutte più&#8217; numerose della volta precedente. Alcuni passavano con le croci per i campi, altri raggiungevano la collina per la strada percorrendo molti chilometri a piedi e quasi sempre di notte perché la milizia pattugliava la zona.</p>
<p><a href="http://www.lepanto.org/wsite/wp-content/uploads/2011/11/Collina-delle-Croci_lepanto3.jpg"><img src="http://www.lepanto.org/wsite/wp-content/uploads/2011/11/Collina-delle-Croci_lepanto3-300x200.jpg" alt="" title="Collina delle Croci_lepanto3" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-520" /></a>Il Centro Culturale Lepanto in pellegrinaggio in Lituania ha deposto una piccola croce ai piedi della Collina per le intenzioni di tutti gli amici e sostenitori.</p>
<p>__________________________________</p>
<p><strong>Omelia del Beato Giovanni Paolo II nella celebrazione presso il &#8220;Monte delle Croci&#8221; del 7 settembre 1993<br />
</strong></p>
<p><em>Veniamo qui – sul Monte delle Croci – per ricordare tutti i figli e le figlie della vostra terra, anch’essi sottoposti a condanne anch’essi mandati in prigione, nei campi di concentramento, deportati in Siberia oppure a Koluma e condannati a morte. (&#8230;) Si condannavano degli innocenti.(&#8230;)</p>
<p>I superstiti, coloro che furono risparmiati da tali orrori di violenza e di morte, sapevano che davanti ai loro occhi, tra i loro stessi compatrioti e nelle loro famiglie, si stava rinnovando e completando ciò che già si era compiuto sul Golgota, dove il Figlio di Dio “assumendo la condizione di servo”, in quanto uomo “umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte” (Fil 2, 7-8). (&#8230;)</p>
<p>I figli e le figlie della vostra terra portavano su questo Monte croci che erano simili a quella del Golgota su cui morì il Redentore. Proclamavano in tal modo la certezza della loro fede che cioè quanti tra i loro fratelli e sorelle erano morti – o piuttosto: erano stati uccisi in modi diversi – “avevano la vita eterna”.<br />
L’amore sopravanza l’odio micidiale – che si è propagato con violenza anche nel nostro continente europeo. È l’amore con cui Dio ha amato il mondo, in Cristo crocefisso e risorto.</p>
<p>Di questo Amore la Croce è segno. La Croce è segno della Vita eterna in Dio. (&#8230;)</p>
<p></em><em><strong>Che questo Monte rimanga una testimonianza alla fine del secondo millennio dopo Cristo e come annuncio del nuovo millennio, il terzo millennio, della redenzione e della salvezza che non si trova altrove solamente nella Croce e nella Risurrezione del nostro Redentore.<br />
</strong><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/11/lorgoglio-della-croce-orgoglio-dellamore-che-tutto-vince/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>440MO anniversario di Lepanto: la battaglia in difesa del Summorum Pontificum</title>
		<link>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/09/440mo-anniversario-di-lepanto-la-battaglia-in-difesa-del-summorum-pontificum/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=440mo-anniversario-di-lepanto-la-battaglia-in-difesa-del-summorum-pontificum</link>
		<comments>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/09/440mo-anniversario-di-lepanto-la-battaglia-in-difesa-del-summorum-pontificum/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 19:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lepanto.org/wsite/?p=508</guid>
		<description><![CDATA[Il saggio “L’opposizione al Motu Proprio Summorum Pontificum” (Fede e Cultura, Verona 2010) del giornalista Alberto Carosa è stato presentato venerdì 7 ottobre dal noto teologo don Nicola Bux, consultore vaticano nonché prolifico e apprezzato autore, presso il Centro Russia Ecumenica di Borgo Pio, a due passi da San Pietro. Dopo l’introduzione del “padrone di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il saggio  “L’opposizione al Motu Proprio Summorum Pontificum” (Fede e Cultura, Verona 2010) del giornalista Alberto Carosa è stato presentato venerdì 7 ottobre dal noto teologo don Nicola Bux, consultore vaticano nonché prolifico e apprezzato autore, presso il Centro Russia Ecumenica di Borgo Pio, a due passi da San Pietro.</p>
<p>Dopo l’introduzione del “padrone di casa” e direttore del Centro Russia Ecumenica don Sergio Mercanzin, che ha portato all’attenzione dei presenti quanto i leader religiosi ortodossi abbiano apprezzato il recupero e la valorizzazione della tradizione liturgica promossi dal Papa con positivi risvolti in ambito ecumenico (contrariamente a quanto si sarebbe indotti a pensare), ha preso la parola il presidente del Centro Culturale Lepanto (CCL), Fabio Bernabei. Il saggio infatti è uscito nel quadro della collana “Lepanto”, di cui Bernabei è direttore editoriale. L’iniziativa va vista nel più ampio quadro delle attività del CCL, associazione di laici cattolici che dalla sua fondazione nel 1982 è dedita alla diffusione della dottrina sociale della Chiesa e della sua liturgia tradizionale, a sostegno del Papa e del Papato.</p>
<p>Il Presidente ha così ricordato la fausta coincidenza di questa presentazione con il 440mo anniversario della battaglia di Lepanto, che fu un po’ archetipico esempio di una coalizione delle forze cattoliche sotto la direzione e in difesa del Papato. Un esempio in qualche modo sempre attuale perché anche oggi, forse più che ieri, i cattolici sono chiamati a riunirsi e fare quadrato intorno e sotto il Papa, per difenderlo e sostenerlo nella sua difficile e gravosa opera per il bene della Chiesa e delle anime in tempi così perigliosi.    </p>
<p>Ed è proprio finalizzato a questo bene, ha poi preso la parola don Bux, il Motu Proprio voluto dal Santo Padre. Purtroppo, la sua applicazione trova ostacoli in quelle varie modalità puntualmente documentate e analizzate nel saggio di Carosa. Benedetto XVI ha ragioni da vendere quando afferma poi che il fenomeno noto come crisi della Chiesa sia dovuto in gran parte alla crisi o (per usare le sue stesse parole) “crollo” della liturgia.</p>
<p>Ma come se ne esce? Se ne esce attuando il Motu Proprio Summorum Pontificum secondo le direttive del Santo Padre, è convinto don Bux, che lo ha scritto pure nel suo ultimo libro “Come andare a messa e non perdere la fede”, ma sempre tenendo presente che la riforma della liturgia ha da essere un restauro paziente e non radicale. In particolare il Padre ha tenuto a riferire di un fenomeno che lo ha profondamente colpito durante un suo viaggio in Francia, e cioè il gran numero di “laici e giovani” in prima fila nella promozione e frequentazione del rito romano antico, in base Motu Proprio voluto dal Papa.</p>
<p>Comunque, ha concluso con una nota di ottimismo, a distanza di oltre un anno dall’uscita del saggio di Carosa, si può senz’altro dire che oggi ”l’opposizione appare in ritirata, con flessioni anche significative”. </p>
<p>L’evento è stato onorato dalla presenza e intervento di due Eminenze Reverendissime, il prefetto emerito della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” e della Congregazione per il Clero,  Cardinale Dario Castrillon Hoyos, e l’ Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, Cardinale Raffaele Farina.</p>
<p>“E’ stata una vera tragedia mettere in pratica il Summorum Pontificum”, ha ricordato con toni accorati il Cardinale Castrillon Hoyos. L’opposizione al Motu Proprio, ha sottolineato, affonda le sue radici anche nell’ignoranza di quello che abbiamo perso e che teologicamente va visto e valutato alla luce dell’azione dello Spirito Santo, il quale agisce per il tramite del successore di Pietro.  Ecco quindi che il Santo Padre ha voluto riportare al mondo questo grande tesoro, questa enorme ricchezza spirituale, la liturgia antica, “ridando alla chiesa un potente strumento di santificazione con il rito straordinario”</p>
<p>Un altro aspetto tragico di tutta la questione, ha fatto eco al cardinale Hoyos il suo confratello nel cardinalato, Raffaele Farina, è la gestione pratica, che forse non è stata all’altezza, ossia la capillare diffusione di tutti i documenti del magistero pontificio, e quindi anche quelli riguardanti il rito romano antico, che cominciarono ad essere emanati già sotto Giovanni Paolo II. Affinché questi documenti tornino giustamente ad informare le nuove generazione, religiosi e laici, affermava in sostanza il cardinal Farina, bisogna farli arrivare ai seminari, alle parrocchie, agli istituti religiosi, conventi ecc… cosicché vi arrivi non solo pane materiale, ma anche “pane intellettuale”, secondo la sua felice espressione.</p>
<p>Entrambi  i porporati hanno poi condiviso l’assunto di padre Bux sul ruolo di prima linea che laici e giovani si sono assunti nel sostenere l’opera del Papa, e per i quali hanno avuto parole di ringraziamento, apprezzamento e incoraggiamento. D’altronde pure la stessa presentazione si può ben inquadrare in questa prospettiva vessillare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/09/440mo-anniversario-di-lepanto-la-battaglia-in-difesa-del-summorum-pontificum/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CRISTIANOFOBIA: Vittoria al Consiglio d&#8217;Europa. Uniti si vince!</title>
		<link>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/09/cristianofobia-vittoria-al-consiglio-deuropa-uniti-si-vince/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cristianofobia-vittoria-al-consiglio-deuropa-uniti-si-vince</link>
		<comments>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/09/cristianofobia-vittoria-al-consiglio-deuropa-uniti-si-vince/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 17:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lepanto.org/wsite/?p=494</guid>
		<description><![CDATA[Una piccola, ma significativa, vittoria nella difficile battaglia contro la Cristianofobia, e&#8217; stata ottenuta, grazie alla mobilitazione pacifica, ma pronta e risoluta, del Centro Culturale Lepanto insieme ad altre realta&#8217; del volontariato cattolico. I ministri degli Esteri europei hanno infatti deciso di citare esplicitamente i cristiani come vittime di persecuzioni e violenze nella Dichiarazione ministeriale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una piccola, ma significativa, vittoria nella difficile battaglia contro la Cristianofobia, e&#8217; stata ottenuta, grazie alla mobilitazione pacifica, ma pronta e risoluta, del Centro Culturale Lepanto insieme ad altre realta&#8217; del volontariato cattolico.<br />
I ministri degli Esteri europei hanno infatti deciso di citare esplicitamente i cristiani come vittime di persecuzioni e violenze nella Dichiarazione ministeriale comunitaria.</p>
<p>Un precedente testo era stato preparato dopo l&#8217;attacco terroristico contro la Chiesa cattolica a Baghdad ed il massacro presso la Chiesa copta di Alessandria ma senza un esplicito riferimento per i cristiani usando il termine generico di &#8216;minoranze religiose&#8217;.</p>
<p>Il &#8220;ministro degli esteri&#8221; dell&#8217;UE Lady Catherine Ashton aveva rifiutato di fare riferimento ai &#8220;cristiani&#8221;, come le vittime degli attacchi religiosamente motivati nella Dichiarazione.</p>
<p>Nella riunione a Bruxelles del 31 gennaio i ministri degli Esteri dell&#8217;Unione europea hanno respinto un progetto di risoluzione che condanna le recenti atrocità contro le minoranze cristiane in Egitto e in Iraq.</p>
<p>Anche se preceduta dalla risoluzione inequivocabile del Parlamento europeo (PE) il 20 gennaio che condannava l&#8217;aumento degli attacchi contro le minoranze cristiane in Medio Oriente, Africa e Asia, a seguito di una raccomandazione altrettanto esplicita da parte del Consiglio d&#8217;Europa (CoE) il 27 gennaio, il Consiglio dei ministri non ha potuto concordare l&#8217;inserimento della parola &#8216;cristiano&#8217; nel progetto di dichiarazione sulla questione, dicendo che voleva evitare di dire qualcosa di &#8220;politicamente scorretto&#8221;.</p>
<p>Anche se la violenza più anti-religiosa negli ultimi anni è stata perpetrata contro i cristiani (con centinaia di appartenenti alle minoranze cristiane crudelmente assassinati durante il periodo natalizio), e nonostante le chiare dichiarazioni del PE e Consiglio d&#8217;Europa, l&#8217;Alto Rappresentante dell&#8217;UE Lady Catherine Ashton ha rifiutato di fare esplicito riferimento alle vittime &#8220;cristiane&#8221; di questi attacchi nella dichiarazione ministeriale che avrebbe dovuto condannare tale persecuzione religiosa.</p>
<p>La sua posizione è stata approvata e sostenuta da cinque ministri degli Affari esteri: Luís Amado (Portogallo), Trinidad Jiménez (Spagna), Jean Asselborn (Lussemburgo), Brian Cowen (Irlanda, rappresentata dal suo rappresentante permanente) e Markos Kyprianou (Cipro).</p>
<p>Italia, Francia, Ungheria e Polonia hanno invece fortemente sostenuto gli sforzi di condannare esplicitamente la persecuzione dei cristiani.</p>
<p>il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha parlato di &#8220;eccesso di laicismo&#8221;. L&#8217;eurodeputato maltese David Casa ha dichiarato: &#8220;Come è possibile condannare correttamente queste atrocità senza alcuna menzione degli obiettivi? Siamo diventati incapaci di condannare gli attacchi contro i nostri fratelli cristiani. Che giorno triste per l&#8217;Europa! &#8216;</p>
<p>Le polemiche e le campagne di protesta, come quella portata avanti dal Centro Lepanto che ha unito subito le proprie energie con la European Dignity Watch, gruppo di pressione attivo a Bruxelles hanno fatto si&#8217; che il testo finale approvato dai Ministri degli Affari Esteri dell&#8217;Unione europea nella riunione del Consiglio a Bruxelles il 21 febbraio scorso, menzioni esplicitamente &#8216;i cristiani e i loro luoghi di culto&#8217; come vittime di &#8216;atti di intolleranza e discriminazione religiosa&#8217;.</p>
<p>Questo risultato è stato ottenuto da una ampia e vigorosa azione di protesta sollecitato anche dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d &#8216;Europa che ha invitato a sostenere i cristiani perseguitati per la loro fede.</p>
<p>Il Centro Culturale Lepanto ha accolto favorevolmente la Dichiarazione finale, pur sottolineando che un unico riferimento in tutto il documento alle vittime cristiane è davvero il minimo indispensabile.</p>
<p>Anche padre Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews, ha condannato &#8220;l&#8217;Europa che timida balbetta&#8221; e che cita la persecuzione dei cristiani ma insieme alla denuncia della discriminazione contro i &#8216;pellegrini mussulmani e di altre comunità religiose&#8217;.</p>
<p>Il Consiglio europeo &#8220;cerca di bilanciare le violenze contro i cristiani con quelle contro altre comunità religiose, non tenendo conto che almeno il 70% delle persecuzioni nel mondo avvengono contro i cristiani&#8221; ha concluso padre Cervellera.</p>
<p>Si tratta senz&#8217;altro di una dichiarazione &#8220;politicamente corretta&#8221;, ma l&#8217;inserimento esplicito ai cristiani è venuto a seguito di un &#8220;invito all&#8217;azione&#8221; che da ogni angolo di Europa ha fatto giungere sulle scrivanie dei Ministri degli Esteri lettere, fax ed email invitandoli ad un maggior coraggio nella difesa dei Cristiani.</p>
<p>Una prima significativa vittoria ottenuta anche grazie alla sua attiva partecipazione.</p>
<p>Di questo qui la ringrazio, certo di poter contare sul suo aiuto anche nelle prossime sfide per la liberta&#8217; di apostolato e di missione dei cattolici, che ci vedranno ancora vittoriosi nella misura della nostra operosa Carita&#8217; cristiana e della benevolenza della Madonna !</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/09/cristianofobia-vittoria-al-consiglio-deuropa-uniti-si-vince/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lepanto e ADF in difesa dei cristiani perseguitati</title>
		<link>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/09/lepanto-e-adf-in-difesa-dei-cristiani-perseguitati/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lepanto-e-adf-in-difesa-dei-cristiani-perseguitati</link>
		<comments>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/09/lepanto-e-adf-in-difesa-dei-cristiani-perseguitati/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 17:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lepanto.org/wsite/?p=492</guid>
		<description><![CDATA[Alan Sears e&#8217; il Presidente della Alliance Defense Fund (ADF) specializzata nella difesa dei cristiani perseguitati e discriminati per la loro fede nei tribunali di tutto il mondo. L&#8217;ADF, non profit fondata nel 1994, ha un &#8220;esercito&#8221; di piu&#8217; di 2000 avvocati volontari e coordina le sue strategie con associazioni aventi gli stessi interessi per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alan Sears e&#8217; il Presidente della Alliance Defense Fund (ADF) specializzata nella difesa dei cristiani perseguitati e discriminati per la loro fede nei tribunali di tutto il mondo.</p>
<p>L&#8217;ADF, non profit fondata nel 1994, ha un &#8220;esercito&#8221; di piu&#8217; di 2000 avvocati volontari e coordina le sue strategie con associazioni aventi gli stessi interessi per difendere anche nelle aule giudiziarie la liberta&#8217; di apostolato dei cristiani, la santita&#8217; della vita, il matrimonio e la famiglia naturale e tradizionale oggi sotto attacco.</p>
<p>L&#8217; ADF ha raccolto e diffuso quasi 33 milioni di dollari per sostenere, e vincere, delle cause legali che altrimenti si sarebbero perse.</p>
<p>L&#8217;incontro, organizzato dal Centro Culturale Lepanto, ha riunito esponenti di associazioni e opinion-maker cattolici sulle attivita&#8217; della ADF in Italia e fa seguito al seminario di una giornata voluto sempre da Lepanto a Washington nel gennaio dello scorso anno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/09/lepanto-e-adf-in-difesa-dei-cristiani-perseguitati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Raccolta di firme in difesa dell&#8217;Italia Cattolica</title>
		<link>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/09/raccolta-di-firme-in-difesa-dellitalia-cattolica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=raccolta-di-firme-in-difesa-dellitalia-cattolica</link>
		<comments>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/09/raccolta-di-firme-in-difesa-dellitalia-cattolica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 16:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lepanto.org/wsite/?p=485</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;11 giugno scorso e&#8217; accaduto un fatto inaudito. L&#8217; Ambasciatore in Italia degli Stati Uniti d&#8217;America mr. David Thorne, si è ufficialmente adoperato perché la manifestazione gay Europride 2011 avesse il maggior successo. la decisione senza precedenti dell&#8217;Ambasciatore Thorne, di impegnarsi in prima persona per il successo della manifestazione omosessualista dell&#8217;11 giugno a Roma, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;11 giugno scorso e&#8217; accaduto un fatto inaudito.</p>
<p>L&#8217; Ambasciatore in Italia degli Stati Uniti d&#8217;America mr. David Thorne, si è ufficialmente adoperato perché la manifestazione gay Europride 2011 avesse il maggior successo.</p>
<p>la decisione senza precedenti dell&#8217;Ambasciatore Thorne, di impegnarsi in prima persona per il successo della manifestazione omosessualista dell&#8217;11 giugno a Roma, il cd. Europride, per i contenuti ed i toni scelti e&#8217; offensiva e discriminante per tutta la popolazione cattolica italiana. </p>
<p>Nella lettera ufficialmente firmata dall&#8217;Ambasciatore Thorne, si ricorda alla cantante Lady Gaga da ui sollecitata a partecipare il desiderio di &#8220;fare di questo Europride un momento di esaltazione della libertà e della democrazia (&#8230;) per sfondare un muro, che in Italia c&#8217;è&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Ambasciatore degli Stati Uniti sostiene apertamente le tesi di coloro che affermano che la forte influenza religiosa del Vaticano avrebbe eretto in Italia, e particolarmente in Roma, un muro contro la libertà, la democrazia e l&#8217;eguaglianza !</p>
<p>La invito a leggere il testo integrale del documento di protesta del Centro Culturale Lepanto e condividere con tutte le persone di sua conoscenza eriche&#8217; il Governo USA rispetti in futuro i sentimenti religiosi e la devozione alla Chiesa cattolica propri della maggioranza dei cittadini italiani.</p>
<p>Mr. Thorne è stato appoggiato dal Segretario di Stato Ms. Hilary Clinton, la quale ha preteso che anche l&#8217;Ambasciatore USA presso la Santa Sede e presso la FAO si schierassero in sostegno della parata omosessualista.<br />
I rappresentanti degli USA non hanno pero&#8217; preteso dai responsabili della manifestazione gay l&#8217;assicurazione che alle loro rivendicazioni non si unissero volgari insulti, offese e bestemmie contro S.S. Benedetto XVI, puntualmente avvenute.</p>
<p>Per questo motivo il Centro Culturale Lepanto ha avviato una raccolta di firme per una petizione al Presidente Barak Hussein Obama perche&#8217; si scusi pubblicamente dell&#8217;oltraggio al Vicario di Gesu&#8217; Cristo.</p>
<p><strong>Le chiedo di leggere e firmare la petizione all&#8217;indirizzo<br />
<a href="http://www.firmiamo.it/obama-si-scusi-con-il-papa-per-il-sostegno-all-europride " target="_blank">http://www.firmiamo.it/obama-si-scusi-con-il-papa-per-il-sostegno-all-europride<br />
</a>e unirsi a quanti già l&#8217;hanno fatto.</strong></p>
<p>Ci faremo carico di consegnare le firme entro il 31 luglio, così da esigere il rispetto della Casa Bianca per il Santo Padre, e per i cattolici di tutto il mondo con l&#8217;auspicio che non si abbiano piu&#8217; a ripetere simili iniziative.</p>
<p>Copi questo messaggio e lo giri ai suoi contatti:<br />
non possiamo lamentarci degli attacchi alla Fede e al Papa se poi noi in prima persona non facciamo nulla per chiederne il rispetto.</p>
<p>Grazie anticipatamente per la Sua testimonianza di affetto e di pubblico sostegno al Papa Benedetto XVI.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/09/raccolta-di-firme-in-difesa-dellitalia-cattolica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lepanto tra i Pellegrini per la Verita&#8217; e la Pace</title>
		<link>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/08/lepanto-tra-i-pellegrini-per-la-verita-e-la-pace/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lepanto-tra-i-pellegrini-per-la-verita-e-la-pace</link>
		<comments>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/08/lepanto-tra-i-pellegrini-per-la-verita-e-la-pace/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 10:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lepanto.org/wsite/?p=374</guid>
		<description><![CDATA[In preparazione alla giornata &#8220;Pellegrini della Verita&#8217;, pellegrini della Pace&#8221; ad Assisi, S. S. Benedetto XVI ha presiedeto in San Pietro, il giorno precedente, mercoledì 26 ottobre, una preghiera con i fedeli della Diocesi di Roma. Il Centro Culturale Lepanto ha risposto all&#8217;invito partecipando con i propri amici e simpatizzanti che vivono o sono di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lepanto.org/wsite/wp-content/uploads/2011/11/Papa-Benedetto-Assisi2.jpg"><img src="http://www.lepanto.org/wsite/wp-content/uploads/2011/11/Papa-Benedetto-Assisi2-300x198.jpg" alt="" title="Papa-Benedetto-Assisi" width="300" height="198" class="alignleft size-medium wp-image-372" /></a></p>
<p>In preparazione alla giornata &#8220;Pellegrini della Verita&#8217;, pellegrini della Pace&#8221; ad Assisi, S. S. Benedetto XVI ha presiedeto in San Pietro, il giorno precedente, mercoledì 26 ottobre, una preghiera con i fedeli della Diocesi di Roma.      </p>
<p>Il Centro Culturale Lepanto ha risposto all&#8217;invito partecipando con i propri amici e simpatizzanti che vivono o sono di passaggio nella Capitale.<br />
dietro lo stendardo con il simbolo del crociato a San Pietro per ringraziare lo Spirito Santo della grazia di vedere la rettificazione di alcune ambiguità su come venne vissuta ed interpretata la riunione tenutasi ad Assisi il 27 ottobre 1987.</p>
<p>Ad illustrare queste ambiguità il Centro Culturale Lepanto rese pubblico un servizio fotografico divenuto celebre, unendosi in questa azione alle riserve già allora espresse dal Cardinal Ratzinger.</p>
<p>Ora il Centro Culturale Lepanto si unisce con reverenza alle preghiere di Sua Santità Papa Benedetto XVI perché la nuova riunione di Assisi, ove a scanso di equivoci sul sincretismo religioso sono stati invitati alcuni non credenti, sia senza ombra alcuna sul Mandato di Pietro, Fondamento di Santa Romana Chiesa.</p>
<p>Colgo anche l&#8217;occasione per ringraziare tutti coloro che hanno aderito al nostro invito sia in persona che spiritualmente, da tutta Italia, accompagnandoci con la preghiera.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lepanto.org/wsite/2011/11/08/lepanto-tra-i-pellegrini-per-la-verita-e-la-pace/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cristianofobia. Morire per una preghiera</title>
		<link>http://www.lepanto.org/wsite/2011/02/02/cristianofobia-morire-per-una-preghiera/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cristianofobia-morire-per-una-preghiera</link>
		<comments>http://www.lepanto.org/wsite/2011/02/02/cristianofobia-morire-per-una-preghiera/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 12:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lepanto.org/wsite/?p=153</guid>
		<description><![CDATA[L’ECCIDIO dei cristiani copti ad Alessandria in Egitto nella notte di Natale ha riportato l’attenzione sulla sanguinaria persecuzione dei Fedeli di Cristo. Erano passati soltanto dieci giorni dal documento papale «Libertà religiosa, via per la pace», redatto in occasione della Giornata mondiale della Pace, in cui Benedetto XVI ricordava come nel panorama mondiale la religione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’ECCIDIO dei cristiani copti ad Alessandria in Egitto nella notte di Natale ha riportato l’attenzione sulla sanguinaria persecuzione dei Fedeli di Cristo.</p>
<p>Erano passati soltanto dieci giorni dal documento papale «Libertà religiosa, via per la pace», redatto in occasione della Giornata mondiale della Pace, in cui Benedetto XVI ricordava come nel panorama mondiale la religione cattolica è in assoluto la più perseguitata, ostacolata, denigrata e che «in alcune regioni del mondo non è possibile professare ed esprimere liberamente la propria religione, se non a rischio della vita e della libertà personale» .</p>
<p>Il Papa nel Messaggio, che si apriva col ricordo dei cristiani iracheni morti, cercava proprio di dar voce a chi vive in zone calde e non ha sufficiente forza per farsi sentire all’estero Da decenni, infatti, i cristiani mediorientali sono obbligati al silenzio, vittime di uccisioni e persecuzioni e fughe di massa.</p>
<p>In Terra Santa, per fare un esempio, la libertà religiosa continua ad essere oggetto di minaccia da parte di un secolarismo intollerante verso ogni forma di espressione della religione, dalla politicizzazione della religione e dal relativismo che dà l’illusione di trovare essere la chiave per una pacifica convivenza, mentre «è in realtà l’origine della divisione e della negazione della dignità degli esseri umani».</p>
<p>Benché la vera fede, ricorda ancora il Pontefice, sia «via della pace» e ispirazione di ethos della vita civile, da cui deriva la «dimensione pubblica» della religione e il suo «positivo contributo alla vita sociale, economica e politica», questa resta ancora la grande esclusa in molte zone del mondo.</p>
<p>Una tragedia epocale di cui l’opinione pubblica non ha ancora piena avvertenza, quando non viene negata. Basti pensare al ministero degli Esteri egiziano che ha richiamato in patria il proprio ambasciatore presso la Santa Sede a causa degli appelli di Papa Benedetto XVI in solidarietà dei copti egiziani in seguito alla strage di Alessandria, tacciati come «propaganda» e «ingerenza nelle questioni interne».</p>
<p>Il noto giornalista francese Renè Guitton ha edito lo scorso anno, per la Flammarion, Ces chrétiens qu’on assassine, in italiano Cristianofobia. La nuova Persecuzione (Lindau) , una sorta di libro nero della Cristianofobia frutto di una meticolosa ricerca condotta dal Magreb fino all’estremo Oriente, in cui chiama questa persecuzione la «tragedia non alla moda» di cui «l’occidente non vuole sentir parlare».</p>
<p>Una tragedia che colpisce almeno duecento milioni di persone, secondo le stime di International christian concern, una ong americana impegnata nella difesa dei cristiani perseguitati per la propria fede.</p>
<p>Se l’identificazione delle minoranze cristiane con le politiche dei Paesi occidentali è stata vista all’origine dei massacri cristiani nell’impero ottomano dal 1914, una persecuzione paragonabile a quella dei cristiani russi con il regime sovietico, oggi il fanatismo islamico, ma anche induista e buddista, ha fatto un salto di qualità: il suo nemico principale non è più l’Occidente ma, apertamente, la Cristianità in quanto tale.</p>
<p>Un attacco frontale che non si limita ad alcune aree orientali né si manifesta in forme necessariamente cruente. La cristianofobia è un fenomeno complesso che va dalle forme di intolleranza strisciante ben visibili all’interno degli organismi giuridici europei sino a quelle violente osservabili nei Paesi soprattutto arabi.</p>
<p>L’espressione «cristianofobia» è stata introdotta per la prima volta nel 2003, in una Risoluzione del Terzo Comitato della 58a Assemblea Generale dell’Onu. In tale circostanza, il termine venne associato alla «islamofobia» ed all’«antisemitismo» e, da allora, è comparso in vari Documenti Onu e di altri Organismi internazionali, senza tuttavia essere mai stato definito ufficialmente.</p>
<p>Nel 2008 S. E. Dominique Joseph Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, il «ministro degli Esteri» vaticano, ne ha dato una interpretazione. «Mi pare che esso consista in un insieme di comportamenti, raggruppabili in 3 ambiti: &#8211; la erronea educazione, o addirittura la disinformazione sui cristiani e sulla loro religione, specie attraverso i media; &#8211; la intolleranza e la discriminazione subita dai cittadini cristiani segnatamente a causa della legislazione o di provvedimenti amministrativi rispetto a quanti professano altre religioni o non ne seguono alcuna; &#8211; le violenze e la persecuzione».</p>
<p>Manifestazioni oggi evidenti anche nella Vecchia Europa. «In Europa avvertiamo drammaticamente una crescente cristianofobia che si manifesta anche in Paesi di antica tradizione cristiana. Ci preoccupa molto», ha ribadito mons. Rino Fisichella, presidente del neonato Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, in una intervista all’Osservatore Romano.</p>
<p>«Dunque sentiamo maggiormente il bisogno di far riconoscere la missione della Chiesa per quella che è realmente, non per come viene spesso presentata in maniera distorta».</p>
<p>Del fenomeno europeo della intolleranza, sottile, avvolta ancora nell’indifferenza dei molti, ne ha dato una descrizione in un recente rapporto l’«Observatory on intolerance and discrimination against christians in Europe» -organizzazione non governativa austriaca, con fatti e situazioni registrati nei diversi Paesi europei.</p>
<p>«La libertà religiosa», spiega il direttore dell’Osservatorio Gudrun Kugler, «è in pericolo soprattutto per quanto riguarda la sua dimensione pubblica e istituzionale». «Abbiamo ricevuto molte segnalazioni», prosegue Kugler, «sulla rimozione dei simboli cristiani, sulla rappresentazione travisata, stereotipata e negativa dei cristiani nei media, e sui disagi sociali di cui sono vittime i cristiani, come l’essere ridicolizzati o svantaggiati nei luoghi di lavoro. Lavoriamo per una maggiore consapevolezza di un problema crescente in Europa, come primo passo di un rimedio. Il nostro obiettivo sono diritti uguali per tutti, compresi i cristiani».</p>
<p>In Europa non si registrano (ancora) stragi ma è comune, per esempio, la difficoltà dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni religiose: è il caso soprattutto dei corsi di educazione sessuale coatti previsti nei sistemi scolastici di Austria, Germania e Regno Unito. «Leggi discriminatorie», si legge ancora nel rapporto dell’Osservatorio, «direttamente o indirettamente impediscono un equo esercizio</p>
<p>della libertà. Nei confronti del cristianesimo in Europa, ciò si verifica sovente nei settori della libertà di parola, di coscienza e di religione. Quest’ultima include il diritto a educare i figli secondo la propria fede, a condividere la fede con gli altri, e a pubblicare materiale religioso senza censure».</p>
<p>Questo scenario persecutorio ha spinto Benedetto XVI, nell’ultimo discorso di Capodanno, ad ipotizzare per la prima volta l’esistenza di una vera e propria «strategia» globale, denunciata pochi giorni dopo anche dal presidente francese Nicolas Sarkozy che ha messo all’indice «un piano particolarmente perverso di epurazione in Medio oriente, di epurazione religiosa», chiedendo una mobilitazione internazionale.</p>
<p>Il XXI secolo è un secolo del Martirio come e più del Novecento e non perché i cristiani siano intolleranti. Non può sfuggire che il Vangelo si incarna in ogni cultura senza identificarsi con nessuna e la fede cristiana che è presente in tutto il mondo, secondo il mandato del Signore s’impianta e convive, rispettosa e benefica, in ogni Paese e popolo.</p>
<p>Ma allora perché questo odio verso princìpi, istituzioni e persone cristiane?</p>
<p>Il presidente della Cei, Cardinal Angelo Bagnasco, se le è domandato retoricamente: «Forse», ha chiesto cercando le motivazioni delle persecuzioni, «i cristiani sono discriminati e perseguitati proprio perché, in nome di Cristo, parlano di dignità e di uguaglianza di ogni persona? Di libertà di coscienza? Perché predicano l’amore anche verso coloro che si pongono come nemici? Perché predicano la giustizia e lo Stato di diritto?».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lepanto.org/wsite/2011/02/02/cristianofobia-morire-per-una-preghiera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lepanto prende le distanze dal vicepresidente del CNR, Roberto De Mattei</title>
		<link>http://www.lepanto.org/wsite/2010/12/12/lepanto-prende-le-distanze-dal-vicepresidente-del-cnr-roberto-de-mattei/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lepanto-prende-le-distanze-dal-vicepresidente-del-cnr-roberto-de-mattei</link>
		<comments>http://www.lepanto.org/wsite/2010/12/12/lepanto-prende-le-distanze-dal-vicepresidente-del-cnr-roberto-de-mattei/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 18:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lepanto.org/wsite/?p=156</guid>
		<description><![CDATA[Il Consiglio Nazionale delle Ricerche è, secondo il suo Statuto, “ente pubblico nazionale di ricerca con competenza scientifica generale”, e perciò dovrebbe essere “super partes”. Il Presidente è il professor Luciano Maiani, designato alla Presidenza del CNR ai primi del 2008 dall’allora Ministro per l’Università e la Ricerca Fabio Mussi, esponente della Sinistra del PD [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio Nazionale delle Ricerche è, secondo il suo Statuto, “ente pubblico nazionale di ricerca con competenza scientifica generale”, e perciò dovrebbe essere “super partes”.</p>
<p>Il Presidente è il professor Luciano Maiani, designato alla Presidenza del CNR ai primi del 2008 dall’allora Ministro per l’Università e la Ricerca Fabio Mussi, esponente della Sinistra del PD ed oggi vicino a Nichi Vendola.</p>
<p>In quei giorni il PDL insorse contro il Ministro, ricordando che poco tempo prima il professor Maiani aveva firmato la lettera con la quale un esiguo numero di docenti universitari si era scagliato contro la possibilità che SS Papa Benedetto XVI tenesse un discorso presso l’Università “La Sapienza” di Roma in occasione dell’apertura dell’Anno Accademico (cfr. Può il Papa essere maestro nella Sapienza?, in LepantoDocumenti in www.lepanto.org).</p>
<p>Ovviamente il compagno Mussi confermò alla Presidenza il professor Maiani.</p>
<p>Forse si ritenne come un fattore di riequilibrio la conferma alla vicePresidenza del professor Roberto De Mattei, appoggiato da Gianfranco Fini, che l’aveva avuto come collaboratore sia alla vicePresidenza del Consiglio che al Ministero degli Affari Esteri.</p>
<p>Inoltre il professor Roberto De Mattei gode fama di Cattolico intransigente per le sue passate vicende nell’associazione Alleanza Cattolica, dalla quale fu espulso nel 1981, e nel Centro Culturale Lepanto, dal quale si dimise sia dalla carica di Presidente che dalla qualità di Socio nel 2006, mentre oggi è Presidente della Fondazione Lepanto, corrispondente italiana della Lepanto Foundation, fondata a  Washington D.C. nel 2001, di cui sempre il professor De Mattei risulta a tutt’oggi Presidente.</p>
<p>Negli scorsi decenni il professor De Mattei in effetti ha sempre mantenuto un atteggiamento di rigoroso rispetto verso la Cattedra di Pietro, atteggiamento che gli ha meritato furiosi attacchi da parte della pubblicistica cattolica più ostile al Concilio Vaticano II ed al tempo stesso, dalla Curia, la concessione delle insegne di un ordine cavalleresco pontificio.</p>
<p>Le cose sembrano però ultimamente cambiate, soprattutto dopo che il regnante Pontefice ha attaccato l’ideologia mercatista (cfr Il Mercatismo come attacco all’Occidente in LepantoDocumenti. in www.lepanto.org, e La proprietà privata ha bisogno del libero mercato? In LepantoFocus in www.lepanto.org) nella sua Enciclica “Caritas in Veritate” (cfr. Caritas in Veritate, una mano tesa alle pecorelle atterrite, in LepantoDocumenti in www.lepanto.org).</p>
<p>È così avvenuto che in un ponderoso volume di 632 pagine, pubblicato or ora per i tipi della torinese Lindau, il De Mattei si sia schierato contro il Magistero pontificio degli ultimi anni a proposito di una questione delicatissima, quale l’interpretazione del Magistero del Concilio Vaticano II, ossia se esso debba essere considerato un atto di rottura o meno con la Santa Tradizione della Chiesa Cattolica, che tanti Santi e tanta luce ha dato in questi secoli al mondo intero.</p>
<p>Il Santo Padre, anche tenendo conto delle ambiguità delle espressioni di alcuni testi conciliari, in un discorso alla Curia Romana del 22 dicembre 2005 ha condannato l’errata “ermeneutica della discontinuità e della rottura”: da una parte essa è praticata dai progressisti che paradossalmente vogliono coprire la liquidazione della “Chiesa costantiniana”, ossia la Chiesa di sempre, con i paramenti dei precedenti Vicari di Cristo ed Eredi della Cattedra di Pietro, nonché con la solenne autorevolezza di un Concilio Ecumenico tenutosi sulla Tomba dell’Apostolo, per impedire, alla luce del principio di autorità che contraddistingue Santa Romana Chiesa, ogni misura che si opponga al cosiddetto e tanto evocato “Spirito del Concilio”, bandiera di ampi settori della Gerarchia ecclesiale e di più limitati (in termini percentuali) settori del laicato cattolico; se poi costoro non riuscissero ad impedire tali misure, potrebbero così ripiegare su conati scismatici tali da scandalizzare molte anime.</p>
<p>Al tempo stesso, in questa sfida ermeneutica fra interpretazione di rottura ed interpretazione di continuità, resa possibile dalla lamentabile ambiguità di taluni testi conciliari, alcuni ambienti tradizionalisti hanno fatto la stessa scelta degli ambienti progressisti, non per odio alla Chiesa “costantiniana” ma per dimenticanza del monito evangelico sulla maggiore astuzia dei Figli delle Tenebre sui Figli della Luce e perché sono abituati a misurare le loro azioni sul proprio disappunto per come la Divina Provvidenza abbia permesso che sia andata la Storia e non piuttosto sulle condizioni oggettive dell’arena mondiale quale oggi ci è proposta dalla medesima Provvidenza per la nostra milizia.</p>
<p>Il professor De Mattei di oggi, prendendo le distanze in questo libro dall’attuale Magistero pontificio sembra essere lontano da quello di ieri, che come Direttore responsabile di “Cristianità”, organo ufficiale di Alleanza Cattolica, pubblicava nel 1975 questo brano:<br />
“Dice Paolo VI nella lettera pontificia Cum iam del 21 settembre 1966 diretta al cardinale Pizzardo a proposito del Congresso Internazionale di Teologia del Concilio Ecumenico Vaticano II: ‘ […] circa poi il valore e l’interpretazione da dare agli stessi insegnamenti [del Concilio Vaticano II] bisogna guardarsi dal considerarli come avulsi dal resto del patrimonio dottrinale della Chiesa, quasi possa esistere contrasto ed opposizione tra loro.</p>
<p>Al contrario tutto ciò che viene insegnato dal Concilio Vaticano II si ricollega in piena armonia col magistero ecclesiastico precedente, di cui non è che continuazione, spiegazione, incremento. Infatti anche per questo fine fu convocato il Concilio, come attestò il Nostro Predecessore Giovanni XXIII di f.m. nel discorso inaugurale, al fine cioè che “fosse riaffermato […] il magistero ecclesiastico” (AAS, 1962, p.786). Nessuno pertanto potrà introdurre criteri propri nelle interpretazione della dottrina del Concilio, ricusando la guida del magistero ecclesiastico; coloro che agiscono in tal modo, per usare espressione di S.Leone Magno, “diventano maestri di errore perché si rifiutarono di farsi discepoli della verità” (Tomus ad Flavianum, ed. C.Silva Taronca, Romae 1932, p.21).”</p>
<p>Al brano citato “Cristianità” apponeva la seguente nota “Perché i nostri lettori si possano fare una idea di qual è la situazione del mondo cattolico – non è necessario bere il mare per sapere che è salato! – segnaliamo che il testo dell’importante documento del regnante Pontefice, che compare nell’originale latino negli Acta Apostolicae Sedis e di cui diamo la versione dell’”Osservatore Romano” del 26-27 settembre 1966, è inspiegabilmente e misteriosamente assente dal volume IV della raccolta ufficiosa degli Insegnamenti di Paolo VI del 1966, edito dalla Tipografia Poliglotta Vaticana e finito di stampare il 21 giugno 1967” ( La proprietà privata è un furto?, in “Cristianità”, settembre-ottobre 1975, pp.10-12, direttore responsabile Roberto De Mattei).</p>
<p>Come non lamentare il fatto che il Consiglio Nazionale delle Ricerche, somma espressione pubblica (pubblica vuol dire che è sotto la responsabilità del Sovrano Popolo Italiano non solo economica, per i milioni e milioni di euro tratti dalle nostre tasche, ma anche politica e morale) della Ricerca Scientifica, ossia della Ricerca della Verità, ha quindi oggi una Presidenza composta da un professore laico che firma una lettera per non far parlare il Santo Padre ed un professore cattolico che scrive un libro per dimostrare che il Pontefice Romano sbaglia quando parla delle  vicende di Santa Romana Chiesa? </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lepanto.org/wsite/2010/12/12/lepanto-prende-le-distanze-dal-vicepresidente-del-cnr-roberto-de-mattei/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The debate on Vatican II interpretation flares up again</title>
		<link>http://www.lepanto.org/wsite/2010/12/06/the-debate-on-vatican-ii-interpretation-flares-up-again/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=the-debate-on-vatican-ii-interpretation-flares-up-again</link>
		<comments>http://www.lepanto.org/wsite/2010/12/06/the-debate-on-vatican-ii-interpretation-flares-up-again/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 18:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lepanto.org/wsite/?p=162</guid>
		<description><![CDATA[In a book review headlined “De Mattei and the Council, a critical methodology which devaluates its texts,” Catholic author and sociologist Massimo Introvigne has debunked a recent book promoting the opinion that Vatican II must be construed as a rupture with the previous tradition of the Church. In his review of Il Concilio Vaticano II-Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In a book review headlined “De Mattei and the Council, a critical methodology which devaluates its texts,” Catholic author and sociologist Massimo Introvigne has debunked a recent book promoting the opinion that Vatican II must be construed as a rupture with the previous tradition of the Church.<br />
In his review of Il Concilio Vaticano II-Una storia mai scritta (The Second Vatican Council-An unwritten story) by Roberto De Mattei, Massimo Introvigne points out that the author is wrong in grounding his vision on a structuralist-style approach that the Council’s “text”&#8211; namely its final written documents&#8211; may not be separated from the “context” in which they were produced.</p>
<p>Such context, Introvigne claims, included the preparatory work, session discussions, media coverage, and subsequent implementations: all stages that were dominated by the “hermeneutics of rupture,” which interpreted the Council’s documents not in light of tradition, but against it.</p>
<p>In his important review, published on December 1 in the Italian daily Avvenire, owned by the Italian bishops’ conference, Introvigne argues that the Vatican II documents retain their value as magisterial teaching. Good science should serve to explain documents,” he contends, “and not to tear them apart.”<br />
“Once these documents have been rigorously purged from their interpretation and media presentation,” Introvigne goes on, “the magisterium teaches that its documents must be first and foremost read (many who talk about them have in fact never read them), and then given allegiance to their essential teachings”.</p>
<p>Therefore, according to Introvigne, De Mattei is upholding “that hermeneutics of rupture Benedict XVI has time and again decried as harmful” to the Church, in particular in his famous speech to the Roman Curia on December 22, 2005. He adds that on another noteworthy occasion, on July 24, 2007, during his vacation in the Italian Alps, the Pope elaborated further on this issue, noting that the hermeneutics of rupture is upheld by both the progressive faction and the opposite end of the religious spectrum, the anti-conciliarists.</p>
<p>Both claim that Vatican II has broken with tradition: the former to rejoice in this rupture, and the latter to deplore it.<br />
(Catholicculture.org, 6.12.2010). </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lepanto.org/wsite/2010/12/06/the-debate-on-vatican-ii-interpretation-flares-up-again/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

