Una piccola, ma significativa, vittoria nella difficile battaglia contro la Cristianofobia, e’ stata ottenuta, grazie alla mobilitazione pacifica, ma pronta e risoluta, del Centro Culturale Lepanto insieme ad altre realta’ del volontariato cattolico.
I ministri degli Esteri europei hanno infatti deciso di citare esplicitamente i cristiani come vittime di persecuzioni e violenze nella Dichiarazione ministeriale comunitaria.
Un precedente testo era stato preparato dopo l’attacco terroristico contro la Chiesa cattolica a Baghdad ed il massacro presso la Chiesa copta di Alessandria ma senza un esplicito riferimento per i cristiani usando il termine generico di ‘minoranze religiose’.
Il “ministro degli esteri” dell’UE Lady Catherine Ashton aveva rifiutato di fare riferimento ai “cristiani”, come le vittime degli attacchi religiosamente motivati nella Dichiarazione.
Nella riunione a Bruxelles del 31 gennaio i ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno respinto un progetto di risoluzione che condanna le recenti atrocità contro le minoranze cristiane in Egitto e in Iraq.
Anche se preceduta dalla risoluzione inequivocabile del Parlamento europeo (PE) il 20 gennaio che condannava l’aumento degli attacchi contro le minoranze cristiane in Medio Oriente, Africa e Asia, a seguito di una raccomandazione altrettanto esplicita da parte del Consiglio d’Europa (CoE) il 27 gennaio, il Consiglio dei ministri non ha potuto concordare l’inserimento della parola ‘cristiano’ nel progetto di dichiarazione sulla questione, dicendo che voleva evitare di dire qualcosa di “politicamente scorretto”.
Anche se la violenza più anti-religiosa negli ultimi anni è stata perpetrata contro i cristiani (con centinaia di appartenenti alle minoranze cristiane crudelmente assassinati durante il periodo natalizio), e nonostante le chiare dichiarazioni del PE e Consiglio d’Europa, l’Alto Rappresentante dell’UE Lady Catherine Ashton ha rifiutato di fare esplicito riferimento alle vittime “cristiane” di questi attacchi nella dichiarazione ministeriale che avrebbe dovuto condannare tale persecuzione religiosa.
La sua posizione è stata approvata e sostenuta da cinque ministri degli Affari esteri: Luís Amado (Portogallo), Trinidad Jiménez (Spagna), Jean Asselborn (Lussemburgo), Brian Cowen (Irlanda, rappresentata dal suo rappresentante permanente) e Markos Kyprianou (Cipro).
Italia, Francia, Ungheria e Polonia hanno invece fortemente sostenuto gli sforzi di condannare esplicitamente la persecuzione dei cristiani.
il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha parlato di “eccesso di laicismo”. L’eurodeputato maltese David Casa ha dichiarato: “Come è possibile condannare correttamente queste atrocità senza alcuna menzione degli obiettivi? Siamo diventati incapaci di condannare gli attacchi contro i nostri fratelli cristiani. Che giorno triste per l’Europa! ‘
Le polemiche e le campagne di protesta, come quella portata avanti dal Centro Lepanto che ha unito subito le proprie energie con la European Dignity Watch, gruppo di pressione attivo a Bruxelles hanno fatto si’ che il testo finale approvato dai Ministri degli Affari Esteri dell’Unione europea nella riunione del Consiglio a Bruxelles il 21 febbraio scorso, menzioni esplicitamente ‘i cristiani e i loro luoghi di culto’ come vittime di ‘atti di intolleranza e discriminazione religiosa’.
Questo risultato è stato ottenuto da una ampia e vigorosa azione di protesta sollecitato anche dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d ‘Europa che ha invitato a sostenere i cristiani perseguitati per la loro fede.
Il Centro Culturale Lepanto ha accolto favorevolmente la Dichiarazione finale, pur sottolineando che un unico riferimento in tutto il documento alle vittime cristiane è davvero il minimo indispensabile.
Anche padre Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews, ha condannato “l’Europa che timida balbetta” e che cita la persecuzione dei cristiani ma insieme alla denuncia della discriminazione contro i ‘pellegrini mussulmani e di altre comunità religiose’.
Il Consiglio europeo “cerca di bilanciare le violenze contro i cristiani con quelle contro altre comunità religiose, non tenendo conto che almeno il 70% delle persecuzioni nel mondo avvengono contro i cristiani” ha concluso padre Cervellera.
Si tratta senz’altro di una dichiarazione “politicamente corretta”, ma l’inserimento esplicito ai cristiani è venuto a seguito di un “invito all’azione” che da ogni angolo di Europa ha fatto giungere sulle scrivanie dei Ministri degli Esteri lettere, fax ed email invitandoli ad un maggior coraggio nella difesa dei Cristiani.
Una prima significativa vittoria ottenuta anche grazie alla sua attiva partecipazione.
Di questo qui la ringrazio, certo di poter contare sul suo aiuto anche nelle prossime sfide per la liberta’ di apostolato e di missione dei cattolici, che ci vedranno ancora vittoriosi nella misura della nostra operosa Carita’ cristiana e della benevolenza della Madonna !





